Obiettivo arte (parte I)

marzo 9, 2018amministratore
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Prende forma giorno dopo giorno il nostro prodotto di fine biennio che sarà presentato al Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia. Un lavoro lento, che formerà un grande mosaico nel quale scopriremo insieme quanta e quale arte è nascosta in Umbria (e non solo). Le nostre telecamere sono entrate nei magazzini dei musei, hanno portato alla luce luoghi dove l’arte è in qualche modo dimenticata. Ma anche immagini di speranza che legano chiese, affreschi, pale d’altare all’identità di un territorio. Il grande sfondo è l’“Italia di mezzo”, quella che il filosofo tedesco Karl Philip Moritz ha descritto alla fine del 1700 come un luogo che ha qualcosa “di dolce e allo stesso tempo grandioso e romantico”. Non si può dire Umbria senza parlare di arte. Noi abbiamo abbracciato gli strumenti dell’inchiesta-reportage per raccontare storie e trovare dati. Quanta arte vive “al buio”?

Sia chiaro, non possiamo e non vogliamo svelare l’intero contenuto del nostro dossier, realizzato con la supervisione del giornalista Rai Valerio Cataldi. Possiamo però raccontare qualcosa.

Le nostre telecamere sono entrate dentro alla Galleria Nazionale dell’Umbria a caccia di un San Sebastiano che non vedeva la luce da molto, molto tempo.

A Trevi c’è un gruppo di piccole suore che custodiscono un prezioso affresco del Perugino, ed è solo il primo di una lunga serie di dipinti dell’artista originario di Città della Pieve. L’opera è all’interno della chiesa di Santa Maria delle Lacrime.

Il terremoto che ha colpito l’Umbria ha distrutto, o reso inagibili, non solo case ma anche tantissime chiese. Chi salva e restaura le opere al loro interno? E lo sapevate che c’è un deposito nel quale sono presenti ancora le opere danneggiate dal sisma del 1997?

Queste sono solo alcune anticipazioni.

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