I cinque posti (meno noti) da vedere in Umbria

marzo 13, 2018amministratore
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L’Umbria è l’oggetto della nostra inchiesta “Arte al buio” che sarà presentato al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. Per ovvi motivi, nel realizzare questo prodotto giornalistico, ci siamo concentrati solo su alcuni luoghi di questa regione. Ma durante il nostro praticantato alla Scuola di Giornalismo di Ponte Felcino abbiamo girato in lungo e in largo il “cuore verde d’Italia”. Con una telecamera in mano abbiamo deciso di proporre una breve lista di cinque posti tra Perugia e Terni che hanno, secondo noi, un fascino particolare.


La Scarzuola– Il tempo si ferma nel Comune di Montegabbione quando dopo una serie di curve si arriva alla “città ideale”, progettata e realizzata dall’archietto Tommaso Buzzi tra gli anni ’50 e ’70 del ‘900. Interamente costruita in tufo, materiale friabile e poroso, tipico dell’orvietano, «La Scarzuola è coacervo del tutto, una mistura di sogni – spiega Marco Solari, pronipote di Buzzi e custode della città ideale – frutto di un trattato di architettura, fantasia, favola e mito». Alla Scarzuola abbiamo dedicato un approfondimento qui.


La ferrovia Spoleto-Norcia– Da ferrovia abbandonata a greenway. La Spoleto-Norcia è l’esempio brillante di un’idea di riutilizzo che nasce dalla volontà di rendere giustizia un pezzo di storia. Natura e memoria si fondono nei 52 chilometri di percorso che collegano le due cittadine umbre, facendo del percorso una eccellenza del territorio. Qui troverete un web-doc dedicato alla Spoleto-Norcia


Palazzo Baldeschi– Siamo a Perugia, nel cuore del centro storico. Corso Vannucci è a circa trenta passi, a due il teatro Morlacchi. Palazzo Baldeschi è un gioeillo tra i vicoli del Capoluogo. Si tratta di un edificio cinquecentesco ispirato al modello di Palazzo Crispo a Orvieto, progettato dal Sangallo. La quadreria del Palazzo, costituitasi a fine Settecento, a cura del conte Righetti allora proprietario del palazzo, fu ampliata dalla famiglia Bonucci, che l’acquistò insieme all’immobile nel 1834. Orintia Carletti Bonucci e suo figlio Mario, ultimi discendenti della famiglia, hanno lasciato questi beni ad una Fondazione, per renderli disponibili alla pubblica fruizione. Ecco una visita al palazzo.


Alla scoperta degli etruschi– A Porano (zona dell’orvietano), oltre alla più nota Tomba degli Hescanas si trovano numerosi siti di interesse come l’Ecomuseo del Paesaggio degli Etruschi. La presenza etrusca nella regione è così ancora viva che gli etruschi possono essere anche “compagni di passeggiata“: l’associazione NaturAvventura propone percorsi sulle tracce di questo popolo che abbinano il piacere di muoversi insieme alla scoperta della cultura di questo popolo. Per chi non lo sapesse, l’Umbria etrusca ruotava attorno a Orvieto e Perugia, le antiche Velzna e Perusna. Queste città, arroccate su colline sulla riva sinistra del Tevere, erano due baluardi degli etruschi contro un altro popolo, che abitava sulla riva destra del fiume e che ha dato il nome alla regione odierna: gli Umbri Qui ulteriori informazioni.


Le fonti del Clitunno– Lungo la via Flaminia a Campello sul Clitunno – tra Spoleto e Foligno (in provincia di Perugia), è visitabile quest’area pianeggiante che sembra uscire direttamente un libro di Tolkien. Queste acque calme e misteriose sono il luogo di nascita dell’omonimo fiume Clitunno, un corso d’acqua umbro che scorre per 60km prima di gettarsi nel fiume Topino, a sua volta affluente del Chiascio, a sua volta affluente del Tevere. Tanti gli enigmi irrisolti di questo luogo, in primis quello che coinvolge il “tempietto”.

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